La genesi
Gran voglia di vivere grazie a GNU/Linux
Ho cominciato come tutti, credo, col dos e windows fin dalla sua nascita è cioè il 3.1, l’ho imparato così bene che ben presto mi stava come una camicia di 2 taglie in meno; così ho cominciato ad interessarmi a GNU/Linux, all’inizio solo leggendo riviste, libri e tutto quel che riaguardava unix-like. Nel 2003, finalmente, come tutor di un laboratorio multimediale, su un pc ho potuto installare GNU/Linux Mandrake 9.2, come O:S alternativo, ma ero vincolato a windows per motivi lavorativi. Insegnavo ad usare xp ed usavo GNU/Linux: finalmente. Con l’uscita di Slackware 10.0 la voglia di apprendere mi ha spinto verso quella distribuzione che ho usato per molto tempo. Partecipavo ai CAMP, ero al M.O.CA. 2004, dove ho conosciuto Richard Stallman. La filosofia dell’open source mi ha assorbito tutto tondo e, non ci drederete, mi è tornata una gran voglia di vivere che stavo perdendo. Uso Ubuntu a 64 bit adesso. L’open source è anche detto copyleft, proprio, perché agli antipodi del copyryght
L’espressione inglese copyleft, gioco di parole su copyright, individua un modello alternativo di gestione dei diritti d’autore basato su un sistema di licenze attraverso le quali l’autore (in quanto detentore originario dei diritti sull’opera) indica ai fruitori dell’opera che essa può essere utilizzata, diffusa e spesso anche modificata liberamente, pur nel rispetto di alcune condizioni essenziali. Nella versione pura e originaria del copyleft (cioè quella riferita nell’ambito informatico) la condizione principale obbliga i fruitori dell’opera a rilasciare eventuali modifiche apportate all’opera a loro volta sotto lo stesso regime giuridico (e generalmente sotto la stessa licenza). In questo modo, il regime di copyleft e tutto il fascio di libertà da esso derivanti sono sempre garantiti
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Hello World dell’open source!
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in un concerto Fabrizio De André intona un piccolo ritornello che dice: la bella che è addormentata ha un nome che fa paura libertà, libertà, libertà. La libertà fa paura ai potenti, poichè da un senso di rivoluzione. Ubuntu è qualcosa che rivoluziona tutti i progetti di chi voleva monopolizzare la libertà di parola e d’informazione.
[...] Hello World [...]